Dal vehicle sharing tradizionale al robo-sharing: la piattaforma evolve per gestire nuovi modelli di servizio
La sharing mobility sta entrando in una nuova fase. Dopo anni in cui il settore si è concentrato sull’ampliamento delle flotte e sulla diffusione dei servizi nelle città, oggi la vera sfida è rendere i mezzi più accessibili, più vicini agli utenti e più efficienti nella gestione operativa.
I dati raccolti da Pikyrent tramite la piattaforma B2-Ride mostrano chiaramente quanto la prossimità del veicolo incida sull’utilizzo del servizio: circa il 60% degli utenti interrompe il processo di noleggio dopo aver verificato la distanza dei mezzi disponibili sulla mappa. Un’informazione che conferma un punto chiave: il futuro dello sharing non dipenderà solo dal numero di veicoli presenti sul territorio, ma dalla capacità di coordinarli in modo dinamico rispetto alla domanda reale.
È in questo scenario che B2-Ride rafforza il proprio ruolo di piattaforma abilitatrice per la nuova generazione della mobilità condivisa.
Una piattaforma pronta per modelli di sharing ibridi
Il progetto di robo-sharing sviluppato da Auriga con il contributo tecnologico del Politecnico di Milano e sperimentato con Pikyrent dimostra come B2-Ride possa supportare un modello ibrido di mobilità condivisa: da un lato l’esperienza di car sharing tradizionale, dall’altro l’integrazione di funzionalità autonome nelle fasi operative a minor valore per l’utente.
Nel modello testato, l’utente prenota il veicolo tramite app e ne monitora l’arrivo fino al punto di pick-up. Una volta a bordo, guida normalmente il mezzo fino alla destinazione. Al termine del noleggio, il veicolo può rientrare o riposizionarsi autonomamente verso l’hub di parcheggio e ricarica.
La guida autonoma non viene quindi pensata come elemento separato, ma come una funzionalità integrata nella piattaforma: un’estensione del servizio che permette di semplificare accesso, rientro, parcheggio e redistribuzione della flotta.
B2-Ride come regia digitale del servizio
La sperimentazione ha coinvolto una Fiat 500e equipaggiata con un kit di guida autonoma e integrata nella piattaforma B2-Ride, gestita come parte della flotta Pikyrent. Il valore del progetto sta proprio in questa integrazione: B2-Ride non si limita a supportare il noleggio, ma diventa la regia digitale in grado di orchestrare veicoli, utenti, dispositivi connessi e operazioni.
Questo approccio apre la strada a una sharing mobility sempre più software-driven, in cui la piattaforma coordina in tempo reale domanda, disponibilità dei mezzi, hub, stato del veicolo e processi operativi.
Per gli operatori significa poter evolvere il proprio servizio senza ripensarlo da zero. Per le città significa immaginare flotte più efficienti e meno statiche. Per gli utenti significa accedere a un’esperienza più fluida, in cui il veicolo non è solo disponibile sulla mappa, ma può diventare realmente più vicino.
Un abilitatore per la nuova mobilità condivisa
Il robo-sharing rappresenta una prospettiva concreta per rendere il vehicle sharing più accessibile, scalabile ed efficiente. Ma il punto centrale non è solo il veicolo autonomo: è la piattaforma che permette a questo modello di funzionare.
B2-Ride nasce proprio per supportare operatori, aziende e territori nella gestione di servizi di mobilità condivisa, integrando flotta, app, utenti, pagamenti, dispositivi IoT, monitoraggio e logiche operative in un unico ecosistema.
L’evoluzione verso modelli ibridi conferma questa visione: il futuro della sharing mobility sarà sempre più connesso, modulare e adattivo. E B2-Ride è già pronta ad abilitarlo.
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