Perché l’integrazione tra B2-Ride e Invers semplifica la gestione delle flotte in sharing
La mobilità condivisa sta evolvendo rapidamente. Oggi, per lanciare un servizio di sharing di successo non bastano veicoli connessi e un’app per la prenotazione. Gli operatori hanno bisogno di piattaforme software capaci di integrarsi con tecnologie IoT consolidate, ridurre la complessità di implementazione e accelerare il time-to-market.
È questa la visione che ha guidato l’integrazione tra B2-Ride e Invers CloudBoxx.
Scegliendo Invers come partner strategico per l’Internet of Things (IoT), Pikyrent ha rafforzato B2-Ride con una delle tecnologie più diffuse a livello internazionale per la connettività dei veicoli in sharing, rendendo la piattaforma ancora più interoperabile, scalabile e pronta a supportare la nuova generazione di servizi di mobilità condivisa.
Sviluppata inizialmente per gestire i servizi di sharing operati direttamente da Pikyrent, oggi B2-Ride è disponibile anche come piattaforma SaaS white-label per operatori della mobilità, società di noleggio, concessionari e aziende che desiderano digitalizzare la gestione delle proprie flotte.
Che cosa significa l’integrazione tra B2-Ride e Invers?
L’integrazione consente a B2-Ride di comunicare in modo nativo con Invers CloudBoxx, il dispositivo IoT installato a bordo del veicolo.
In questo modo, tutte le informazioni generate dal mezzo vengono gestite direttamente dalla piattaforma: disponibilità del veicolo, apertura e chiusura, gestione del noleggio, monitoraggio della flotta e controllo operativo.
Invece di sviluppare integrazioni complesse o personalizzate, gli operatori possono contare su una piattaforma SaaS white-label già predisposta per dialogare con un’infrastruttura IoT affidabile e ampiamente adottata nel settore.
L’integrazione rappresenta inoltre un’opportunità per gli operatori che utilizzano già la tecnologia Invers e sono alla ricerca di una piattaforma software completa per la gestione dei propri servizi di sharing. In questo modo possono valorizzare l’infrastruttura esistente, riducendo i tempi di implementazione e accelerando il lancio di nuovi servizi.
Perché questa integrazione è importante per gli operatori?
Gestire una flotta condivisa significa molto più che mettere a disposizione dei veicoli.
Ogni giorno è necessario coordinare l’accesso ai mezzi, monitorarne lo stato, gestire gli utenti, pianificare la manutenzione, controllare le operazioni di ricarica e garantire un’esperienza d’uso affidabile.
Quando software e tecnologia di bordo non comunicano in modo efficace, questi processi diventano più complessi, costosi e difficili da scalare.
Per questo Pikyrent ha scelto di integrare B2-Ride con una tecnologia già adottata dai principali operatori internazionali della mobilità condivisa. La combinazione tra la flessibilità della piattaforma B2-Ride e una soluzione IoT consolidata permette di ridurre la complessità tecnica, limitare i rischi progettuali e costruire un modello operativo più solido.
Quali servizi è possibile gestire con B2-Ride?
B2-Ride nasce per supportare molto più del tradizionale car sharing urbano.
La sua architettura modulare consente di gestire diversi modelli di mobilità, tra cui:
- Car sharing
- Scooter sharing
- Noleggio self-service
- Fleet delivery
- Mobilità aziendale
- Flotte elettriche condivise
- Concessionari automobilistici
- Hotel e resort
- Campus universitari
- Business park
- Comunità residenziali
Questa flessibilità permette a organizzazioni di settori diversi di trasformare i propri veicoli in servizi digitali, connessi e gestibili da remoto, senza sviluppare una piattaforma proprietaria.
Dalla connettività alla scalabilità operativa
La connettività del veicolo rappresenta solo il punto di partenza.
Il vero valore nasce quando i dati raccolti dal mezzo vengono integrati nei processi operativi quotidiani: dalla prenotazione all’accesso digitale, dal monitoraggio della flotta alla manutenzione, fino all’assistenza agli utenti e all’ottimizzazione del servizio.
Una piattaforma integrata consente agli operatori di andare oltre la semplice connessione dei veicoli, costruendo servizi di mobilità più efficienti, più facili da gestire e pronti a crescere nel tempo.
Perché l’interoperabilità sta diventando un vantaggio competitivo?
Gli operatori della mobilità cercano sempre più piattaforme interoperabili, scalabili e rapide da implementare.
Piuttosto che sostituire tecnologie già installate sui propri veicoli, preferiscono soluzioni software capaci di integrarsi con infrastrutture IoT già presenti sul campo.
È proprio questa la strategia alla base dell’integrazione tra B2-Ride e Invers: consentire alle organizzazioni di valorizzare gli investimenti già effettuati, beneficiando di una piattaforma SaaS modulare che riduce la complessità tecnica e accelera il time-to-market.
Per gli operatori che utilizzano già hardware Invers, questo significa poter adottare B2-Ride come piattaforma di gestione mantenendo la propria infrastruttura telematica esistente.
Punti chiave
- B2-Ride è una piattaforma SaaS white-label per la gestione della mobilità condivisa e delle flotte.
- La piattaforma integra nativamente Invers CloudBoxx, una delle tecnologie IoT più diffuse nel settore della mobilità condivisa.
- Gli operatori possono ridurre la complessità tecnica e accelerare l’attivazione delle flotte.
- L’integrazione permette a chi utilizza già hardware Invers di adottare B2-Ride senza modificare l’infrastruttura di bordo dei veicoli.
- B2-Ride supporta car sharing, noleggio self-service, mobilità aziendale, concessionari, hospitality e flotte elettriche condivise.
- L’integrazione non rappresenta solo un vantaggio tecnologico, ma rende i servizi di mobilità più efficienti, scalabili e pronti ad affrontare le sfide future.
Domande frequenti
Che cos’è B2-Ride?
B2-Ride è la piattaforma SaaS white-label sviluppata da Pikyrent per la gestione di servizi di mobilità condivisa e flotte di veicoli. Consente ad aziende e operatori di avviare e gestire servizi di sharing attraverso un’unica piattaforma digitale.
Che cos’è Invers CloudBoxx?
Invers CloudBoxx è una soluzione IoT progettata per il settore della mobilità condivisa. Permette di connettere i veicoli alla piattaforma di gestione e supporta funzionalità come accesso digitale, monitoraggio della flotta e controllo operativo.
Perché Pikyrent ha scelto Invers come partner IoT?
Pikyrent ha scelto Invers perché CloudBoxx è una tecnologia ampiamente adottata dagli operatori internazionali della mobilità condivisa. L’integrazione con una soluzione già consolidata consente di ridurre la complessità di implementazione, accelerare l’avvio delle flotte e offrire ai clienti un modello operativo più robusto e scalabile.
Quali vantaggi offre l’integrazione tra B2-Ride e Invers?
L’integrazione permette a B2-Ride di comunicare direttamente con Invers CloudBoxx, semplificando l’attivazione delle flotte, riducendo la complessità tecnica e migliorando l’efficienza operativa.
B2-Ride è pensata solo per il car sharing?
No. B2-Ride supporta diversi modelli di mobilità, tra cui noleggio self-service, mobilità aziendale, fleet delivery, concessionari, hospitality, campus universitari, business park e flotte elettriche condivise.
Perché scegliere una piattaforma integrata per gestire una flotta in sharing?
Una piattaforma integrata semplifica le operazioni quotidiane, migliora il controllo della flotta, riduce i tempi di implementazione e offre la flessibilità necessaria per far evolvere il servizio nel tempo.
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Che tu stia progettando un nuovo servizio di mobilità condivisa o voglia evolvere una flotta già operativa, B2-Ride ti permette di realizzare un modello di gestione connesso, scalabile e pronto per il futuro.
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B2-Ride abilita il futuro ibrido della sharing mobility
Dal vehicle sharing tradizionale al robo-sharing: la piattaforma evolve per gestire nuovi modelli di servizio
La sharing mobility sta entrando in una nuova fase. Dopo anni in cui il settore si è concentrato sull’ampliamento delle flotte e sulla diffusione dei servizi nelle città, oggi la vera sfida è rendere i mezzi più accessibili, più vicini agli utenti e più efficienti nella gestione operativa.
I dati raccolti da Pikyrent tramite la piattaforma B2-Ride mostrano chiaramente quanto la prossimità del veicolo incida sull’utilizzo del servizio: circa il 60% degli utenti interrompe il processo di noleggio dopo aver verificato la distanza dei mezzi disponibili sulla mappa. Un’informazione che conferma un punto chiave: il futuro dello sharing non dipenderà solo dal numero di veicoli presenti sul territorio, ma dalla capacità di coordinarli in modo dinamico rispetto alla domanda reale.
È in questo scenario che B2-Ride rafforza il proprio ruolo di piattaforma abilitatrice per la nuova generazione della mobilità condivisa.
Una piattaforma pronta per modelli di sharing ibridi
Il progetto di robo-sharing sviluppato da Auriga con il contributo tecnologico del Politecnico di Milano e sperimentato con Pikyrent dimostra come B2-Ride possa supportare un modello ibrido di mobilità condivisa: da un lato l’esperienza di car sharing tradizionale, dall’altro l’integrazione di funzionalità autonome nelle fasi operative a minor valore per l’utente.
Nel modello testato, l’utente prenota il veicolo tramite app e ne monitora l’arrivo fino al punto di pick-up. Una volta a bordo, guida normalmente il mezzo fino alla destinazione. Al termine del noleggio, il veicolo può rientrare o riposizionarsi autonomamente verso l’hub di parcheggio e ricarica.
La guida autonoma non viene quindi pensata come elemento separato, ma come una funzionalità integrata nella piattaforma: un’estensione del servizio che permette di semplificare accesso, rientro, parcheggio e redistribuzione della flotta.
B2-Ride come regia digitale del servizio
La sperimentazione ha coinvolto una Fiat 500e equipaggiata con un kit di guida autonoma e integrata nella piattaforma B2-Ride, gestita come parte della flotta Pikyrent. Il valore del progetto sta proprio in questa integrazione: B2-Ride non si limita a supportare il noleggio, ma diventa la regia digitale in grado di orchestrare veicoli, utenti, dispositivi connessi e operazioni.
Questo approccio apre la strada a una sharing mobility sempre più software-driven, in cui la piattaforma coordina in tempo reale domanda, disponibilità dei mezzi, hub, stato del veicolo e processi operativi.
Per gli operatori significa poter evolvere il proprio servizio senza ripensarlo da zero. Per le città significa immaginare flotte più efficienti e meno statiche. Per gli utenti significa accedere a un’esperienza più fluida, in cui il veicolo non è solo disponibile sulla mappa, ma può diventare realmente più vicino.
Un abilitatore per la nuova mobilità condivisa
Il robo-sharing rappresenta una prospettiva concreta per rendere il vehicle sharing più accessibile, scalabile ed efficiente. Ma il punto centrale non è solo il veicolo autonomo: è la piattaforma che permette a questo modello di funzionare.
B2-Ride nasce proprio per supportare operatori, aziende e territori nella gestione di servizi di mobilità condivisa, integrando flotta, app, utenti, pagamenti, dispositivi IoT, monitoraggio e logiche operative in un unico ecosistema.
L’evoluzione verso modelli ibridi conferma questa visione: il futuro della sharing mobility sarà sempre più connesso, modulare e adattivo. E B2-Ride è già pronta ad abilitarlo.
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Il noleggio a breve termine come nuova leva di business per le imprese
Sempre più imprese dispongono già di flotte elettriche o ibride che non vengono utilizzate al massimo del loro potenziale. Mezzi fermi per molte ore della giornata, in alcune fasce orarie o in determinati periodi dell’anno rappresentano un costo, ma anche un’opportunità ancora poco valorizzata.
In questo scenario e, ancor di più, in contesti in cui lo sharing pubblico non si è ancora affermato, il noleggio a breve termine può diventare una nuova leva di business: un modo per generare ricavi, migliorare l’efficienza della flotta e attivare servizi di mobilità senza appesantire la struttura interna.
Da costo operativo ad asset da valorizzare
Per molte aziende la flotta continua a essere gestita soprattutto come un costo da sostenere: acquisto o leasing dei mezzi, manutenzione, assicurazioni, gestione operativa, controllo degli utilizzi. Eppure, in molti casi, una parte di questi veicoli resta sottoutilizzata rispetto al suo potenziale reale.
Ripensare la flotta in chiave più dinamica significa cambiare prospettiva: non più soltanto mezzi a supporto delle attività interne, ma asset che possono essere trasformati in un servizio. Il noleggio a breve termine si sta affermando come un modello interessante proprio perché consente di valorizzare risorse già esistenti, senza dover costruire da zero un’infrastruttura complessa.
Per le imprese significa poter attivare formule di utilizzo più flessibili, rispondere a bisogni concreti di mobilità e allo stesso tempo migliorare il ritorno sull’investimento della flotta. Non si tratta necessariamente di diventare operatori di sharing in senso tradizionale, ma di rendere disponibile un servizio semplice, controllato e facilmente attivabile.
Da flotta proprietaria a servizio attivabile: il ruolo di B2-Ride
Spesso il tema non è la disponibilità dei veicoli, ma la complessità che ruota attorno alla loro messa a servizio. Trasformare una flotta proprietaria in un modello di noleggio richiede infatti processi chiari, strumenti digitali e controllo operativo.
A differenza di soluzioni verticali o sviluppi custom, spesso rigidi e costosi da evolvere, B2-Ride nasce come piattaforma già strutturata per la mobilità condivisa e il fleet management, integrando in modo nativo processi, tecnologie e modelli operativi e permettendo alle imprese di attivare rapidamente un servizio scalabile, senza dover costruire da zero infrastrutture digitali e competenze dedicate.
La piattaforma consente, infatti, di gestire in modo centralizzato flotte, utenti, corse, pagamenti e operatività attraverso un’unica dashboard, con app dedicata, logiche white label, personalizzazione dei flussi e supporto multiveicolo.
Applicato al noleggio breve termine aziendale, questo significa poter costruire un servizio attraverso processi completamente digitali:
- onboarding utenti,
- abilitazione e accessi,
- contrattualistica,
- controlli e compliance,
- monitoraggio operativo,
- reportistica e governance.
Il vantaggio è concreto: l’impresa non deve costruire da zero software, processi e modalità di gestione, ma può attivare un modello già strutturato, configurandolo in base al proprio contesto e ai propri obiettivi. In questo modo si riducono drasticamente le barriere di ingresso e il time-to-market, rendendo il servizio più semplice da avviare, più controllabile e più facilmente scalabile.
Pikyrent4Corporate: valorizzare ciò che esiste già
In questo scenario, Pikyrent4Corporate aggiunge un ulteriore livello di concretezza. Dove esiste già una flotta operativa, il valore non sta necessariamente nel sostituire tutto o nel ripensare da zero l’organizzazione interna, ma nel riconvertire ciò che è già presente in un servizio più efficiente, più leggibile e più monetizzabile.
La logica è semplice: se il mezzo esiste già, tecnologia e modello operativo possono aiutarlo a lavorare meglio. La gestione può essere digitalizzata o esternalizzata, gli accessi possono diventare più fluidi, il controllo più preciso, l’esperienza utente più semplice e l’utilizzo della flotta più produttivo.
Per aziende, hospitality, campus, business park, operatori territoriali o realtà che gestiscono mobilità locale, questo passaggio può trasformare un parco mezzi sottoutilizzato in un asset più dinamico e strategico, capace di generare nuovo valore senza stravolgere l’operatività esistente.
Un modello concreto anche dove lo sharing pubblico fatica
Questo approccio assume ancora più valore nei contesti in cui lo sharing pubblico fatica a partire o a sostenersi nel tempo. Non tutti i territori hanno infatti le condizioni per lanciare un modello aperto, generalista e pienamente pubblico, con tutte le complessità economiche, operative e regolatorie che questo comporta.
Ma questo non significa che la domanda di mobilità non esista. Al contrario, in molti casi emerge un bisogno reale e immediato, legato a community specifiche, flussi localizzati o servizi mirati. In questi scenari, il noleggio a breve termine corporate o in concessione può rappresentare un modello complementare, più controllato e più rapidamente attivabile.
Può servire a coprire l’ultimo miglio, ad attivare un servizio per clienti o ospiti, a supportare spostamenti interni, ad alleggerire la dipendenza dall’auto privata o a dare risposta a esigenze di mobilità locale senza attendere la maturazione di modelli più complessi.
Non solo efficienza: anche posizionamento
C’è poi un aspetto che molte imprese iniziano a considerare con sempre maggiore attenzione: il posizionamento.
Trasformare una flotta in un servizio non significa solo usarla meglio. Significa anche rendere visibile un approccio più evoluto alla mobilità, alla gestione degli asset e alla sostenibilità operativa. Dare nuova funzione a veicoli elettrici o ibridi già presenti non è soltanto una scelta organizzativa: è anche un segnale concreto di innovazione, capacità di adattamento e visione.
Per alcune aziende questo può tradursi in una nuova linea di servizio. Per altre, in un benefit. Per altre ancora, in uno strumento di efficienza, reputazione e innovazione. In tutti i casi, il punto resta lo stesso: trasformare una risorsa esistente in una leva capace di generare più valore.
Dalla complessità al modello
Il punto, quindi, non è soltanto avere una flotta. Il punto è capire se quella flotta può fare di più.
Con B2-Ride e Pikyrent4Corporate, il noleggio a breve termine smette di essere un’ipotesi complessa da progettare internamente e diventa un modello attivabile: digitale, configurabile, scalabile e pensato per trasformare asset esistenti in servizi reali.
Per le imprese che vogliono monetizzare veicoli sottoutilizzati, ridurre attriti operativi e aprire nuove opportunità di mobilità, questa non è solo un’evoluzione tecnologica. È una leva di business.
Perché oggi il contesto è cambiato: tra pressione sui costi, attenzione crescente all’efficienza degli asset e domanda di mobilità flessibile, esistono le condizioni per attivare nuovi servizi in tempi rapidi, senza investimenti infrastrutturali complessi. In questo scenario, la differenza non sta più nell’avere una flotta, ma nella capacità di trasformarla in un servizio attivo, misurabile e in grado di generare valore nel breve periodo.
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Connettività e IoT: l’infrastruttura invisibile che rende possibile e scalabile lo sharing
Quando si parla di sharing mobility, si tende a concentrarsi sui veicoli, sull’app, sulle tariffe o sull’esperienza utente. Chi gestisce davvero un servizio di mobilità condivisa sa che il vero fattore abilitante è un altro: la connettività.
Ma affinché un servizio di sharing sia davvero scalabile, la connettività deve anche essere aperta e indipendente dall’hardware.
Nel mondo reale le flotte non sono mai uniformi: diversi produttori, diversi moduli IoT, tecnologie che evolvono rapidamente. Una piattaforma di sharing efficace deve quindi essere progettata per integrare dispositivi e sistemi diversi senza vincolare l’operatore a un unico fornitore.
Perché la connettività è molto più di “sapere dov’è il mezzo”
In B2-RIDE la connettività è progettata come una vera infrastruttura digitale che collega veicoli, utenti e operatori in un unico ecosistema operativo. Attraverso moduli IoT installati sui mezzi, la piattaforma raccoglie e trasmette dati fondamentali — come posizione, stato del veicolo, utilizzo e disponibilità — che vengono elaborati e restituiti all’operatore tramite una dashboard centrale. Questo consente una gestione più efficiente e tempestiva della flotta: non si “reagisce” ai problemi quando esplodono, ma si interviene prima, ottimizzando operazioni, manutenzione e tempi di inattività.
Questa infrastruttura di connettività rende possibile anche un elemento decisivo dal punto di vista operativo: il controllo remoto completo del veicolo. Non parliamo solo di bloccare o sbloccare un mezzo, ma di gestire il servizio in tempo reale, attivare procedure operative da remoto, inviare avvisi e notifiche, supportare gli standard MDS e GBFS per l’integrazione con ecosistemi urbani e piattaforme MaaS, e connettere la flotta anche a stazioni di ricarica e sistemi esterni.
Indipendente dall’hardware: un principio che cambia le regole del gioco
Un aspetto particolarmente rilevante è la capacità della piattaforma di restare indipendente dall’hardware. Nel mondo reale, chi opera nello sharing si trova spesso a gestire flotte eterogenee, tecnologie diverse, evoluzioni rapide di modelli e dispositivi. Per questo B2-RIDE è stata progettata come piattaforma hardware-agnostic, capace di integrarsi con diversi moduli IoT e sistemi telematici già diffusi nel settore — tra cui Teltonika, Segway, OMNI e Invers — oltre che con serrature intelligenti e altri dispositivi di bordo. La logica è semplice: l’operatore deve poter scegliere i mezzi e le soluzioni migliori, senza essere vincolato a un solo fornitore.
Dal veicolo tradizionale allo sharing: il protocollo IoT proprietario (il caso Ami & Topolino)
Non sempre è necessario partire da veicoli “nativi” per lo sharing. Anzi: in molti contesti, la sfida è rendere condivisibili mezzi progettati per l’uso privato, integrandoli pienamente all’interno di un servizio digitale.
È qui che entra in gioco una delle innovazioni più significative sviluppate dagli esperti IoT di Pikyrent: un protocollo proprietario che consente di trasformare veicoli non nativi per lo sharing in mezzi pienamente integrabili in flotte di mobilità condivisa.
Grazie a questo protocollo, è possibile rendere controllabili da remoto, monitorabili e gestibili attraverso B2-RIDE anche mezzi che non sono stati progettati originariamente per servizi di sharing. Un vantaggio concreto per gli operatori: valorizzare flotte esistenti, ridurre gli investimenti iniziali e mantenere la massima libertà nella scelta dei veicoli.
Un esempio emblematico di questa capacità sono Citroën Ami e Fiat Topolino: microcar elettriche compatte nate per l’uso privato urbano, che Pikyrent ha reso “sharing-ready”. Veicoli che rispondono a un’esigenza concreta — un mezzo protetto dalle intemperie, compatto, facile da guidare, ideale per gli spostamenti quotidiani — e che oggi, grazie alla connettività sviluppata da B2-RIDE, sono parte attiva di un servizio free floating reale: controllabili, monitorabili, gestibili come qualsiasi altro mezzo della flotta.
Quando la connettività diventa esperienza utente
Infine, un altro elemento chiave: la mobilità condivisa oggi è sempre più multimodale. Non si tratta solo di monopattini o biciclette. Le città e i territori chiedono servizi integrati, che includano e-bike, ciclomotori, auto, microcar e altri mezzi, gestiti in modo coordinato. B2-RIDE nasce proprio per abilitare questa complessità con una logica unica: più tipologie di veicoli, un’unica piattaforma, un’unica infrastruttura di gestione, un’unica esperienza.
In sintesi, la connettività intelligente non è un “plus”: è l’architettura che permette allo sharing di funzionare davvero. È ciò che trasforma un insieme di mezzi in una flotta viva, monitorabile, ottimizzata e pronta ad integrarsi con l’evoluzione dei servizi urbani.
Se vuoi scoprire come B2-RIDE abilita la gestione di flotte condivise e l’integrazione con diversi sistemi IoT, puoi approfondire il funzionamento della piattaforma nella sezione dedicata del sito.
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Coworking e campus aziendali: quando la mobilità diventa un vero benefit (e un servizio che si usa davvero)
Mobilità condivisa in coworking e business park: da extra a servizio strategico
Un coworking non è solo una scrivania: è una piccola città. Persone che arrivano da quartieri diversi, ospiti che entrano ed escono per meeting, aziende residenti che si muovono tra sedi e servizi, eventi, ristorazione.
In un business park o in un campus aziendale la complessità cresce: distanze interne, parcheggi lontani, navette non sempre allineate ai picchi, tempi morti tra un edificio e l’altro.
In questi contesti, la mobilità non è un “extra”. È un pezzo dell’esperienza. Se gli spostamenti sono lenti o scomodi, ne risentono puntualità, produttività e soddisfazione.
Se invece sono semplici, integrati e tracciabili, diventano un acceleratore: per chi lavora ogni giorno nel campus e per chi lo vive solo per poche ore.
Ed è qui che oggi sta emergendo un trend chiaro: sempre più coworking, campus e business park stanno iniziando a integrare forme di sharing “interno” (e-bike, scooter, microcar) come servizio per community e aziende resident.
Non per moda, ma perché è un modo concreto per ridurre attrito logistico e aumentare il valore percepito dello spazio: chi gestisce un luogo di lavoro non vende solo metri quadri, vende tempo. E ogni minuto “perso” negli spostamenti pesa.
Perché nei poli aziendali lo sharing funziona (più di quanto si pensi)
A differenza dello sharing urbano “aperto”, in un coworking, campus o business park i flussi sono più prevedibili e programmabili: fasce di punta, tragitti ricorrenti, utenti qualificati (dipendenti, membri, ospiti).
Questo crea un contesto ideale per un servizio di mobilità condivisa “controllata”, dove l’obiettivo non è la quantità di corse, ma la qualità dell’esperienza e l’efficienza operativa.
Benefici concreti della mobilità condivisa interna
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Competitività: offrire una flotta, anche diversificata, di e-bike, monopattini, scooter o microcar brandizzati distingue il tuo spazio e rafforza il posizionamento in termini di innovazione, community e sostenibilità.
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Sostenibilità misurabile: aiuti le aziende resident a migliorare i propri obiettivi ESG con un servizio tangibile e rendicontabile.
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Ottimizzazione degli spostamenti: faciliti l’ultimo miglio verso i nodi di trasporto (metro/stazione), rendendo la location “più vicina” a tutto.
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Meno auto interne e meno stress: riduci micro-spostamenti in auto e alleggerisci congestione e parcheggi.
La vera barriera? Non è il bisogno: è la complessità
Quando un hub aziendale pensa a introdurre una flotta, spesso si blocca qui:
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chi gestisce prenotazioni e accessi?
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come eviti “chiavi che spariscono” o utilizzi non autorizzati?
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come imposti regole, fasce, limiti, responsabilità?
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come misuri valore, utilizzo, picchi e criticità?
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come fai manutenzione, ricarica, assistenza, senza trasformarlo in un incubo operativo?
È lo stesso pattern che vediamo in tanti progetti: la domanda c’è, ma senza metodo e strumenti il servizio resta un’idea “bella da raccontare” e difficile da usare davvero.
B2-Ride: la soluzione “chiavi in mano” per portare lo sharing nel tuo business
B2-Ride nasce per un obiettivo semplice: rendere attivabile e gestibile la mobilità condivisa anche per chi non ha un team di sharing mobility interno.
Non è solo software: è un modello end-to-end che combina piattaforma, configurazione, know-how e affiancamento operativo.
Con B2-Ride trasformi la mobilità in un servizio strutturato, non in un “progetto parallelo” che assorbe tempo al facility o all’operations manager.
Cosa ottieni con B2-Ride
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Accesso e prenotazione via app per utenti autorizzati (membri, dipendenti, ospiti).
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Regole e policy configurabili: chi può usare i veicoli, fasce orarie, limiti, aree, responsabilità.
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Gestione e monitoraggio in tempo reale: controllo flotta, utilizzi, status, anomalie, KPI.
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Reportistica automatica: per misurare impatto e valorizzarlo anche in ottica ESG e servizi al tenant.
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White label & branding: piattaforma e servizio parlano la tua lingua e rafforzano il tuo brand, come una feature del campus.
Inoltre, ogni spazio è diverso: c’è chi ha bisogno di coprire distanze interne, chi di collegare metro/stazione, chi di gestire visite e meeting.
Per questo la piattaforma B2-Ride è multiveicolo (e-bike, monopattini, scooter, auto/microcar) e permette di creare il mix più adatto oggi, con la possibilità di evolvere domani.
La mobilità come parte dell’esperienza dello spazio
Coworking e business park competono sull’esperienza: servizi, qualità, flessibilità, community.
Integrare la mobilità significa offrire un vantaggio concreto, visibile ogni giorno, che migliora la vita di chi lavora lì e di chi ci passa anche solo per un meeting.
Se vuoi trasformare la mobilità in un vero asset del tuo hub aziendale, B2-Ride è il punto di partenza.
Vuoi capire quale modello funziona meglio per il tuo spazio?
Richiedi una demo: analizziamo insieme flussi, policy e un possibile pilota.
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Sharing mobility per piccoli Comuni: come attivare un servizio sostenibile
Lo sharing mobility non è “solo da grandi città”: nei piccoli Comuni serve un modello che abilita davvero
Per anni abbiamo raccontato la sharing mobility come un fenomeno “da metropoli”. Ma oggi è sempre più evidente che, anche nei piccoli e medi Comuni, può diventare un’infrastruttura leggera e ad alta utilità: collegare stazione e centro, coprire l’ultimo miglio, supportare scuole e uffici, migliorare l’esperienza turistica, ridurre l’uso dell’auto privata nei tragitti brevi.
Il punto non è la dimensione del territorio: è avere gli strumenti giusti per partire senza complessità, con un modello sostenibile e scalabile nel tempo. E oggi, grazie a normative più snelle (come l’affidamento diretto previsto dall’art. 50 del D.Lgs. 36/2023 per servizi sotto i 140.000€) e a soluzioni chiavi in mano come B2-Ride, anche le realtà più piccole possono attivare un servizio di sharing mobility senza bisogno di grandi investimenti iniziali o competenze tecniche specifiche.
La domanda c’è, ma l’offerta tende a concentrarsi
Il mercato sta entrando in una fase di consolidamento e i dati dell’Osservatorio Nazionale Sharing Mobility mostrano una domanda solida, con segnali di crescita nel 2025. Allo stesso tempo, emerge una dinamica nota: l’offerta tende a concentrarsi nelle aree più grandi e “profittevoli”, mentre i centri minori faticano di più a mantenere servizi continuativi. Quindi nei piccoli Comuni il tema non è “se serve”, ma come renderlo sostenibile e gestibile nel tempo.
Nei piccoli Comuni la sfida non è partire: è avere strumenti, metodo e affiancamento
Nei contesti medio-piccoli la sharing mobility fallisce raramente per mancanza di bisogno: più spesso si ferma davanti a complessità operative che sembrano insormontabili. Gestione della flotta, ricarica, manutenzione, ribilanciamento, monitoraggio dei mezzi: attività che richiedono competenze specifiche, strumenti adeguati e risorse dedicate.
Il risultato? Molti Comuni rinunciano ancora prima di iniziare, convinti che la sharing mobility sia una prerogativa esclusiva delle grandi città, attuabile solo in presenza di team altamente specializzati e ingenti risorse finanziarie.
Ma se avessi a disposizione tutti gli strumenti necessari, già pronti all’uso?
B2-Ride: la soluzione “chiavi in mano” per iniziare con pochi mezzi e scalare nel tempo
B2-Ride nasce proprio per questo: abilitare enti e operatori locali a progettare, avviare e gestire un servizio di sharing mobility senza dover costruire in autonomia tutto da zero. Non è un semplice software: è una soluzione chiavi in mano che combina piattaforma + veicoli + know-how, con un’impostazione pensata per budget e strutture più leggere.
Con B2-Ride puoi partire anche con una flotta piccola e crescere progressivamente: non c’è un “minimo obbligatorio” per iniziare, né un limite massimo quando vuoi espandere. Inoltre, la piattaforma è multiveicolo: biciclette elettriche, monopattini, scooter, auto e microcar. Puoi partire con un tipo di mezzo e integrarne altri nel tempo, man mano che il servizio cresce e le esigenze del territorio evolvono. Hai anche la possibilità di entrare da subito nel circuito del MaaS con API pronte all’uso.
Molto più di un software: onboarding, configurazione e supporto nei primi mesi
Il valore per i piccoli Comuni sta soprattutto qui: B2-Ride prevede una fase di accompagnamento per rendere il servizio realmente attivabile anche da chi parte da zero.
In concreto, non consegniamo solo strumenti: affianchiamo il cliente nella fase iniziale con onboarding e formazione, impostazione del servizio (regole, aree operative, tariffe), dimensionamento della flotta e supporto nei primi mesi per ottimizzare l’avvio e ridurre il “trial & error”. Questo significa entrare in un meccanismo già rodato, costruito da chi lo usa ogni giorno sul campo.
Piattaforma e gestione: semplicità operativa per team e risorse ridotte
Una volta avviato il servizio, la differenza la fa la semplicità. Per un Comune con risorse limitate serve un controllo centralizzato, chiaro e immediato: una dashboard unica per monitorare flotta e utilizzi, gestire regole e aree operative, intervenire rapidamente sulle criticità. L’obiettivo non è “avere mille funzioni”, ma ridurre complessità quotidiana e mantenere uno standard di servizio affidabile, misurabile e migliorabile nel tempo.
Vantaggio amministrativo: con il D.Lgs. 36/2023 meno burocrazia, più velocità di attivazione
Oltre al modello operativo, c’è un vantaggio pratico che può fare la differenza soprattutto nei piccoli-medi Comuni: per servizi e forniture inferiori a 140.000 € è previsto l’affidamento diretto (art. 50, D.Lgs. 36/2023). Questo può tradursi in un iter più snello e in tempi più rapidi per partire, lasciando più energia alla parte sostanziale: qualità del servizio, KPI, governance e miglioramento continuo.
Parti con semplicità, cresci con il tuo territorio
La sharing mobility non è più un privilegio delle grandi città. Con B2-Ride hai tutto quello che serve per partire: piattaforma, veicoli, know-how, accompagnamento. Un modello sostenibile, scalabile e accessibile anche per i piccoli Comuni.
Vuoi capire come attivare un servizio di sharing mobility nel tuo territorio?
Scrivici: sales@pikyrent.com
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B2-Ride integra Segway: una piattaforma sempre più connessa per la nuova era della micromobilità
La micromobilità elettrica — fatta di biciclette, monopattini e veicoli leggeri condivisi — sta ridisegnando il modo in cui le persone si muovono nelle città.
Oggi, oltre il 90% dei noleggi di sharing mobility in Italia è rappresentato da questo settore. Si prevede una crescita del 20% entro il 2025.
Ci saranno più di 60 milioni di noleggi all’anno, secondo il 9° Rapporto Nazionale sulla Sharing Mobility. Questi servizi portano ogni anno centinaia di milioni di euro in benefici economici e ambientali. Aiutano a ridurre le emissioni di CO₂, il traffico nelle città e i costi della congestione.
La crescita del settore è guidata da un bisogno comune. Ci sono richieste di soluzioni tecnologiche più integrate e affidabili.
Queste soluzioni devono essere scalabili. Devono aiutare sia i pubblici che i privati. L’obiettivo è rendere i servizi di sharing più efficienti, connessi e sostenibili.
Un nuovo capitolo per B2-Ride: l’integrazione di Segway
In questo scenario, B2-Ride amplia ulteriormente le proprie potenzialità tecnologiche integrando nella piattaforma i modelli Segway Lite L60E (monopattino) e Urban A300 (e-bike). Si tratta di due veicoli tra i più apprezzati nel panorama mondiale della micromobilità, noti per affidabilità, qualità costruttiva e ampia diffusione globale.
Questa integrazione estende le funzionalità native della piattaforma B2-Ride, che oggi consente agli operatori di:
- gestire in modo nativo flotte di e-bike e monopattini Segway, già operative in tutto il mondo;
- configurare e monitorare soglie di velocità personalizzate, adattabili per area o tipologia di utilizzo;
- gestire allarmi e notifiche intelligenti, specifiche per i modelli integrati, come segnalazioni di ribaltamento, spostamento non autorizzato o batteria critica;
- abilitare il controllo remoto delle funzioni di apertura, chiusura, prenotazione e sosta;
- ottimizzare le aree operative grazie alla gestione avanzata delle zone e dei limiti dinamici di utilizzo.
L’integrazione del protocollo Segway, già compatibile con IoT box OMNI, migliora l’interoperabilità. Questo aiuta le flotte a livello internazionale e riduce i tempi per avviare nuovi servizi. Per gli operatori, questo si traduce in un accesso immediato a mezzi collaudati e standardizzati, con un’infrastruttura tecnologica pronta all’uso e altamente personalizzabile.
Tecnologia che evolve, piattaforma che cresce
Il mercato globale dei Segway supererà i 2 miliardi di dollari entro il 2034. Questo mercato è un punto di riferimento per l’innovazione nella mobilità elettrica. La loro ricerca su sicurezza, prestazioni e connettività ha reso i modelli L60E e A300 una scelta popolare. Questi modelli sono preferiti dagli operatori che cercano affidabilità e qualità.
Per B2-Ride, questa evoluzione tecnologica non è solo un ampliamento dell’offerta. È un salto nella capacità della piattaforma. Essa può connettere e gestire flotte di diversi marchi e veicoli. Questo garantisce stabilità, integrazione e compatibilità con i principali protocolli IoT del mercato.
La tecnologia che unisce
Con questa integrazione, B2-Ride rafforza la sua missione di Shared Mobility Enabler. Vuole offrire una piattaforma completa e personalizzabile. Questa piattaforma è pronta a supportare gli operatori che vogliono lanciare o ampliare un servizio di micromobilità condivisa.
Un ulteriore passo verso un futuro in cui tecnologia e sostenibilità viaggiano insieme, grazie alla sinergia tra due protagonisti globali della mobilità elettrica: B2-Ride e Segway.
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Con B2-Ride, l’hospitality fa un passo avanti
Lo scorso 9-11 ottobre, il nostro team ha preso parte al TTG Travel Experience di Rimini, il principale appuntamento italiano dedicato al turismo e all’hospitality. Tre giorni intensi, ricchi di incontri con albergatori, gruppi e operatori turistici interessati a scoprire come la mobilità elettrica possa diventare parte integrante dell’esperienza dei propri ospiti.
L’evento è stato l’occasione per presentare agli operatori turistici la nostra soluzione pensata per il settore Hospitality, un modello semplice e scalabile che consente a hotel, resort e strutture ricettive di offrire ai propri clienti servizi di noleggio o sharing elettrico direttamente integrati nella loro offerta.
TTG è stato anche il luogo dove si è vista chiaramente la convergenza tra turismo, mobilità e tecnologia: un passaggio naturale che sta ridefinendo il modo di vivere, promuovere e gestire l’ospitalità moderna.
Dal servizio all’esperienza
Oggi il turista non si accontenta più di “noleggiare un’auto”: vuole vivere il territorio, scoprire luoghi autentici e sentirsi parte del contesto locale. Il viaggio non è più solo spostamento, ma esperienza di cui la mobilità diventa una parte fondamentale.
I dati lo confermano:
- Il 64% dei turisti italiani prende decisioni di viaggio influenzato da considerazioni legate all’ambiente e alla sostenibilità, percentuale che sale al 71% tra gli under 35.
- Il 75% degli italiani ritiene che il turismo sostenibile sia fondamentale per la transizione ecologica del Paese.
- Il 50% dei viaggiatori è disposto a pagare fino al 10% in più per servizi sostenibili, e il 20% arriverebbe a spendere fino al 20% in più per esperienze e alloggi eco-compatibili.
Per noi, quindi, il messaggio è chiaro: l’ospitalità del futuro sarà sostenibile, digitale e orientata all’esperienza.
Verso il digitale: il passo che l’hospitality deve fare
Visitando il TTG, abbiamo notato come diversi stand ospitassero la Fiat Topolino, simbolo di una nuova attenzione alla mobilità urbana e all’elettrico. Eppure, in molti casi, la gestione restava ancora analogica: contratti cartacei, consegna chiavi, processi manuali difficili da integrare con i flussi operativi delle strutture.
Ed è proprio per semplificare e digitalizzare tutto il processo di mobilità per l’hospitality, che entra in gioco B2-Ride. Con le nostre Fiat Topolino e Citroën Ami, gli ospiti possono muoversi liberamente in città, in modo facile, elegante e sostenibile, senza alcun carico di lavoro per lo staff dell’hotel.
Tutto è gestito tramite app, con:
- iscrizioni e contratti digitali;
- prenotazioni e tariffe flessibili;
- gestione e monitoraggio in tempo reale;
- customer service dedicato.
Il risultato? Un servizio completamente automatizzato, zero gestione per il personale e massimo valore per l’ospite.
La nostra offerta per il settore hospitality
Sono diverse le formule modulari che offriamo, pensate per adattarsi a ogni tipo di struttura:
- Veicoli assegnati: sperimentare la nostra tecnologia già collaudata utilizzando una parte della flotta del nostro servizio di sharing mobility Pikyrent attivo a Bari, Milano e Torino.
- Soluzione personalizzata: creazione del proprio servizio di noleggio o sharing con marchio B2-Ride o white-label, con flotta dedicata e app personalizzata.
- Rent2Rent (solo microcar): formula ideale per strutture che vogliono aggiungere veicoli elettrici al proprio parco con la massima flessibilità.
La piattaforma B2-Ride integra tutte le funzionalità necessarie:
- Gestione flotta multiveicolo (auto, scooter, bici, monopattini)
- Calendario prenotazioni, promozioni e tariffe dinamiche
- Integrazione con PMS e sistemi di gestione alberghiera
- Dashboard cloud e IoT box per controllo in tempo reale
E per chi desidera avviare rapidamente un progetto, mettiamo a disposizione un pacchetto di avvio completo, con consulenza, formazione, assistenza e supporto tecnico dedicato.
Un approccio umano prima che tecnico
Ogni struttura è diversa: esigenze, dimensioni, tipologia di clientela e obiettivi non sono mai gli stessi. Per questo non proponiamo soluzioni standard, ma lavoriamo ascoltando prima di proporre. L’obiettivo è costruire insieme un servizio su misura, dove la tecnologia si adatta alle persone, e non il contrario.
Con B2-Ride portiamo l’esperienza maturata sul campo come operatori di sharing mobility (con Pikyrent) e la mettiamo a disposizione di chi lavora ogni giorno nell’ospitalità. Insieme, creiamo un servizio unico per i tuoi ospiti: sostenibile, digitale e indimenticabile.
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Pikyrent e B2-Ride a Londra per il MOVE 2025
Siamo stati a Londra per partecipare al MOVE – Mobility Re-Imagined 2025, l’evento di riferimento a livello globale dedicato al futuro dei trasporti e delle soluzioni di mobilità. Un appuntamento che ogni anno riunisce innovatori, leader del settore, startup, policy maker e grandi player per discutere di sostenibilità, veicoli elettrici, intelligenza artificiale, guida autonoma e mobilità urbana.

Un contesto ideale non solo per immaginare il futuro della mobilità, ma anche per costruire relazioni e nuove opportunità di business. Ecco perché noi di B2-Ride e Pikyrent eravamo presenti: per portare il nostro approccio alla mobilità verso una dimensione ancora più internazionale.
Nell’area dedicata alle startup abbiamo presentato per la prima volta B2-Ride, la piattaforma SaaS white-label sviluppata da Auriga, pensata per avviare e gestire servizi di mobilità aziendale, veicoli per il delivery, flotte corporate e soluzioni di sharing urbano.
B2-Ride nasce dalla sinergia tra l’esperienza trentennale di Auriga nel settore ICT e il know-how operativo di Pikyrent nella gestione di flotte di veicoli elettrici condivisi. Una soluzione “chiavi in mano” pensata per aziende, operatori locali e startup che vogliono entrare nel mondo dello sharing senza dover partire da zero.
La nostra forza? Conoscere davvero cosa significa gestire e condividere una flotta elettrica. Dietro c’è tecnologia avanzata – AI, IoT, API intelligenti – ma la vera innovazione sta nella semplicità con cui si può configurare ogni aspetto: dal modello tariffario alla geolocalizzazione, dalla manutenzione predittiva alla reportistica in tempo reale.
Grazie a una dashboard gestionale intuitiva, una mappa interattiva e strumenti di monitoraggio costante, è possibile gestire flotte in modalità free-floating, station-based o ad uso privato, ottimizzando tempi e risorse.
B2-Ride è un ponte tra chi ha un’idea di mobilità condivisa e la possibilità concreta di realizzarla in modo sostenibile ed efficiente.

Durante l’evento abbiamo presentato casi di successo che dimostrano la flessibilità e la scalabilità della piattaforma, adattabile alle esigenze di ogni cliente. Tra questi, l’esperienza di Vado Service, azienda di Grottaglie che, grazie a B2-Ride, ha lanciato un servizio di sharing di monopattini e bici elettriche per cittadini e turisti. Abbiamo anche raccontato un progetto in fase di lancio per un nuovo cliente, che prevede il noleggio di scooter elettrici in modalità sia free-floating che station-based.
Il MOVE 2025 è stato per noi una vetrina internazionale per presentare un prodotto interamente italiano, ma anche un’occasione di confronto e ispirazione. Si parla spesso di AI, logistica e trasporti integrati, ma ancora troppo poco di flessibilità e capacità di adattarsi a contesti, città e persone diverse. Ed è proprio questo l’obiettivo di B2-Ride: offrire soluzioni su misura, anche oltre i confini italiani.
Come ha sottolineato la nostra CEO Antonella Comes:
“La mobilità condivisa sta vivendo una nuova fase, in cui i modelli B2C e B2B si contaminano e si rafforzano. La tecnologia può essere un acceleratore, ma servono anche visione e concretezza.”
Noi ci crediamo. E siamo convinti che B2-Ride possa diventare una leva strategica per chi vuole lanciare un progetto green, senza perdere tempo né opportunità.
Per noi, il MOVE 2025 è stato solo l’inizio.
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Mobilità smart a Grottaglie: Vado Rent sceglie B2-Ride
Nel contesto attuale della mobilità urbana, caratterizzato da una crescente attenzione verso soluzioni sostenibili e innovative, Grottaglie rappresenta un esempio emblematico di come tecnologia e visione locale possano fare la differenza.
Situata in Puglia,ma celebre in tutta Italia e all’estero per la tradizione secolare della ceramica artistica, questa cittadina turistica fino a pochi anni fa era fortemente dipendente dall’auto privata, con un’assenza quasi totale di servizi di sharing. È proprio in questo scenario che Vado Rent ha saputo cogliere un’opportunità strategica, rispondendo a un bando pubblico del Comune di Grottaglie per offrire un servizio di micromobilità condivisa inizialmente basato sui monopattini e successivamente esteso anche alle biciclette elettriche.
La sfida: innovare la mobilità urbana con un servizio su misura
L’esigenza principale di Vado Rent era chiara e articolata: dotarsi di un sistema gestionale completo, affidabile e flessibile, capace di amministrare una flotta di veicoli in sharing e per proporre un’offerta di mobilità che fosse realmente efficace e adattata alle caratteristiche specifiche del territorio.
Il bando comunale del 2024, della durata di 3 anni, ha rappresentato un’occasione concreta per sviluppare questa visione. Il progetto è partito con una flotta iniziale di circa 30 monopattini elettrici, a cui si sono recentemente aggiunte altrettante e-bike di ultima generazione.
Vado Rent aveva quindi l’obiettivo di offrire alla cittadinanza:
- Tariffe flessibili, con opzioni al minuto e abbonamenti giornalieri, settimanali e mensili.
- Un servizio clienti sempre disponibile, con chat attiva 24h.
- Mezzi sicuri e certificati secondo le normative europee, dotati di caratteristiche tecniche avanzate per garantire stabilità anche su percorsi irregolari.
- Un’app facile e intuitiva, accessibile a tutti, per facilitare l’utilizzo e il pagamento.
- Pagamenti sicuri, grazie a sistemi certificati e partner di primaria importanza.
- Monitoraggio costante della flotta, con controllo continuo della posizione e dello stato dei mezzi.
- Controlli ispettivi regolari, sanificazione giornaliera e manutenzione ordinaria e straordinaria programmata.
- Massima tutela della privacy degli utenti, grazie all’utilizzo di crittografia end-to-end per la protezione dei dati.
La soluzione B2-Ride: tecnologia flessibile e controllo totale
Per rispondere a questa complessa esigenza, Vado Rent ha scelto la piattaforma B2-Ride in modalità white label, permettendo così di personalizzare completamente l’app e il gestionale con il proprio brand, per garantire coerenza e riconoscibilità del servizio.
Attraverso la piattaforma B2-Ride, Vado Rent dispone oggi di:
- App utente finale con tutte le funzionalità per noleggio, pagamento e marketing.
- Gestionale avanzato, che consente il monitoraggio in tempo reale della flotta, degli spostamenti e dei pagamenti.
- App Operatore (add-on), per ottimizzare la logistica e le operazioni sul campo.
- Web app di analisi dati, che offre una visione approfondita e near real-time di tutti gli aspetti del servizio, supportando decisioni strategiche basate su dati concreti.
- Integrazione IoT avanzata, con dispositivi Teltonika sui monopattini ASKOLL e OMNI sulle e-bike POWER 8, per un controllo preciso e costante dei mezzi.
Questa struttura tecnologica, estremamente adattabile, ha permesso a Vado Rent di calibrare il servizio in modo efficace, adattandolo al contesto locale e aumentando la flessibilità operativa.
Benefici concreti e impatto positivo sulla comunità
Vado Rent ha evidenziato come la piattaforma B2-Ride sia stata fondamentale non solo per la gestione tecnica e operativa, ma anche come strumento di crescita e miglioramento continuo. La disponibilità di dati aggiornati e facilmente consultabili ha migliorato la capacità di intervento e ottimizzazione del servizio, mentre la collaborazione con il team B2-Ride ha fornito un prezioso supporto tecnico e consulenziale.
L’impatto sulla mobilità urbana di Grottaglie è stato significativo, contribuendo a ridurre la dipendenza dall’auto privata e promuovendo una cultura della mobilità sostenibile, con benefici per cittadini e visitatori.
Prospettive future: evoluzione e crescita
Vado Rent è pronta a far evolvere il proprio business, con piani ambiziosi che includono l’integrazione di una flotta ancora più ampia, l’attivazione di nuove funzionalità per offrire sconti e promozioni ai propri clienti. Stanno anche sondando la possibilità di rispondere ad altri bandi, replicare il servizio in altre città e attivare una specifica funzionalità per permettere agli operatori turistici locali di gestire mini-flotte a supporto della loro offerta.
Questo percorso dimostra come la piattaforma digitale di B2-Ride possa rappresentare una leva strategica per far crescere un servizio di mobilità in un mercato di nicchia, trasformando le sfide in opportunità concrete e durature.
Scopri come B2-Ride può supportare il tuo progetto
La storia di Vado Rent dimostra che una piattaforma tecnologica flessibile e personalizzabile può trasformare un’idea in un servizio di valore per cittadini e turisti. Se anche tu vuoi lanciare o migliorare il tuo servizio di sharing, contattaci: siamo pronti a crescere insieme.
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