Lo sharing mobility non è “solo da grandi città”: nei piccoli Comuni serve un modello che abilita davvero

Per anni abbiamo raccontato la sharing mobility come un fenomeno “da metropoli”. Ma oggi è sempre più evidente che, anche nei piccoli e medi Comuni, può diventare un’infrastruttura leggera e ad alta utilità: collegare stazione e centro, coprire l’ultimo miglio, supportare scuole e uffici, migliorare l’esperienza turistica, ridurre l’uso dell’auto privata nei tragitti brevi.

Il punto non è la dimensione del territorio: è avere gli strumenti giusti per partire senza complessità, con un modello sostenibile e scalabile nel tempo. E oggi, grazie a normative più snelle (come l’affidamento diretto previsto dall’art. 50 del D.Lgs. 36/2023 per servizi sotto i 140.000€) e a soluzioni chiavi in mano come B2-Ride, anche le realtà più piccole possono attivare un servizio di sharing mobility senza bisogno di grandi investimenti iniziali o competenze tecniche specifiche.

La domanda c’è, ma l’offerta tende a concentrarsi

Il mercato sta entrando in una fase di consolidamento e i dati dell’Osservatorio Nazionale Sharing Mobility mostrano una domanda solida, con segnali di crescita nel 2025. Allo stesso tempo, emerge una dinamica nota: l’offerta tende a concentrarsi nelle aree più grandi e “profittevoli”, mentre i centri minori faticano di più a mantenere servizi continuativi. Quindi nei piccoli Comuni il tema non è “se serve”, ma come renderlo sostenibile e gestibile nel tempo.

Nei piccoli Comuni la sfida non è partire: è avere strumenti, metodo e affiancamento

Nei contesti medio-piccoli la sharing mobility fallisce raramente per mancanza di bisogno: più spesso si ferma davanti a complessità operative che sembrano insormontabili. Gestione della flotta, ricarica, manutenzione, ribilanciamento, monitoraggio dei mezzi: attività che richiedono competenze specifiche, strumenti adeguati e risorse dedicate.

Il risultato? Molti Comuni rinunciano ancora prima di iniziare, convinti che la sharing mobility sia una prerogativa esclusiva delle grandi città, attuabile solo in presenza di team altamente specializzati e ingenti risorse finanziarie.

Ma se avessi a disposizione tutti gli strumenti necessari, già pronti all’uso?

B2-Ride: la soluzione “chiavi in mano” per iniziare con pochi mezzi e scalare nel tempo

B2-Ride nasce proprio per questo: abilitare enti e operatori locali a progettare, avviare e gestire un servizio di sharing mobility senza dover costruire in autonomia tutto da zero. Non è un semplice software: è una soluzione chiavi in mano che combina piattaforma + veicoli + know-how, con un’impostazione pensata per budget e strutture più leggere.
Con B2-Ride puoi partire anche con una flotta piccola e crescere progressivamente: non c’è un “minimo obbligatorio” per iniziare, né un limite massimo quando vuoi espandere. Inoltre, la piattaforma è multiveicolo: biciclette elettriche, monopattini, scooter, auto e microcar. Puoi partire con un tipo di mezzo e integrarne altri nel tempo, man mano che il servizio cresce e le esigenze del territorio evolvono. Hai anche la possibilità di entrare da subito nel circuito del MaaS con API pronte all’uso.

Molto più di un software: onboarding, configurazione e supporto nei primi mesi

Il valore per i piccoli Comuni sta soprattutto qui: B2-Ride prevede una fase di accompagnamento per rendere il servizio realmente attivabile anche da chi parte da zero.
In concreto, non consegniamo solo strumenti: affianchiamo il cliente nella fase iniziale con onboarding e formazione, impostazione del servizio (regole, aree operative, tariffe), dimensionamento della flotta e supporto nei primi mesi per ottimizzare l’avvio e ridurre il “trial & error”. Questo significa entrare in un meccanismo già rodato, costruito da chi lo usa ogni giorno sul campo.

Piattaforma e gestione: semplicità operativa per team e risorse ridotte

Una volta avviato il servizio, la differenza la fa la semplicità. Per un Comune con risorse limitate serve un controllo centralizzato, chiaro e immediato: una dashboard unica per monitorare flotta e utilizzi, gestire regole e aree operative, intervenire rapidamente sulle criticità. L’obiettivo non è “avere mille funzioni”, ma ridurre complessità quotidiana e mantenere uno standard di servizio affidabile, misurabile e migliorabile nel tempo.

Vantaggio amministrativo: con il D.Lgs. 36/2023 meno burocrazia, più velocità di attivazione

Oltre al modello operativo, c’è un vantaggio pratico che può fare la differenza soprattutto nei piccoli-medi Comuni: per servizi e forniture inferiori a 140.000 € è previsto l’affidamento diretto (art. 50, D.Lgs. 36/2023). Questo può tradursi in un iter più snello e in tempi più rapidi per partire, lasciando più energia alla parte sostanziale: qualità del servizio, KPI, governance e miglioramento continuo.

Parti con semplicità, cresci con il tuo territorio

La sharing mobility non è più un privilegio delle grandi città. Con B2-Ride hai tutto quello che serve per partire: piattaforma, veicoli, know-how, accompagnamento. Un modello sostenibile, scalabile e accessibile anche per i piccoli Comuni.

Vuoi capire come attivare un servizio di sharing mobility nel tuo territorio?

Scrivici: sales@pikyrent.com