Quando si parla di sharing mobility, si tende a concentrarsi sui veicoli, sull’app, sulle tariffe o sull’esperienza utente. Chi gestisce davvero un servizio di mobilità condivisa sa che il vero fattore abilitante è un altro: la connettività.

Ma affinché un servizio di sharing sia davvero scalabile, la connettività deve anche essere aperta e indipendente dall’hardware.

Nel mondo reale le flotte non sono mai uniformi: diversi produttori, diversi moduli IoT, tecnologie che evolvono rapidamente. Una piattaforma di sharing efficace deve quindi essere progettata per integrare dispositivi e sistemi diversi senza vincolare l’operatore a un unico fornitore.

Perché la connettività è molto più di “sapere dov’è il mezzo”

In B2-RIDE la connettività è progettata come una vera infrastruttura digitale che collega veicoli, utenti e operatori in un unico ecosistema operativo.  Attraverso moduli IoT installati sui mezzi, la piattaforma raccoglie e trasmette dati fondamentali — come posizione, stato del veicolo, utilizzo e disponibilità — che vengono elaborati e restituiti all’operatore tramite una dashboard centrale. Questo consente una gestione più efficiente e tempestiva della flotta: non si “reagisce” ai problemi quando esplodono, ma si interviene prima, ottimizzando operazioni, manutenzione e tempi di inattività.

Questa infrastruttura di connettività rende possibile anche un elemento decisivo dal punto di vista operativo: il controllo remoto completo del veicolo. Non parliamo solo di bloccare o sbloccare un mezzo, ma di gestire il servizio in tempo reale, attivare procedure operative da remoto, inviare avvisi e notifiche, supportare gli standard MDS e GBFS per l’integrazione con ecosistemi urbani e piattaforme MaaS, e connettere la flotta anche a stazioni di ricarica e sistemi esterni.

Indipendente dall’hardware: un principio che cambia le regole del gioco

Un aspetto particolarmente rilevante è la capacità della piattaforma di restare indipendente dall’hardware. Nel mondo reale, chi opera nello sharing si trova spesso a gestire flotte eterogenee, tecnologie diverse, evoluzioni rapide di modelli e dispositivi. Per questo B2-RIDE è stata progettata come piattaforma hardware-agnostic, capace di integrarsi con diversi moduli IoT e sistemi telematici già diffusi nel settore — tra cui Teltonika, Segway, OMNI e Invers — oltre che con serrature intelligenti e altri dispositivi di bordo. La logica è semplice: l’operatore deve poter scegliere i mezzi e le soluzioni migliori, senza essere vincolato a un solo fornitore.

Dal veicolo tradizionale allo sharing: il protocollo IoT proprietario (il caso Ami & Topolino)

Non sempre è necessario partire da veicoli “nativi” per lo sharing. Anzi: in molti contesti, la sfida è rendere condivisibili mezzi progettati per l’uso privato, integrandoli pienamente all’interno di un servizio digitale.

È qui che entra in gioco una delle innovazioni più significative sviluppate dagli esperti IoT di Pikyrent: un protocollo proprietario che consente di trasformare veicoli non nativi per lo sharing in mezzi pienamente integrabili in flotte di mobilità condivisa.

Grazie a questo protocollo, è possibile rendere controllabili da remoto, monitorabili e gestibili attraverso B2-RIDE anche mezzi che non sono stati progettati originariamente per servizi di sharing. Un vantaggio concreto per gli operatori: valorizzare flotte esistenti, ridurre gli investimenti iniziali e mantenere la massima libertà nella scelta dei veicoli.

Un esempio emblematico di questa capacità sono Citroën Ami e Fiat Topolino: microcar elettriche compatte nate per l’uso privato urbano, che Pikyrent ha reso “sharing-ready”. Veicoli che rispondono a un’esigenza concreta — un mezzo protetto dalle intemperie, compatto, facile da guidare, ideale per gli spostamenti quotidiani — e che oggi, grazie alla connettività sviluppata da B2-RIDE, sono parte attiva di un servizio free floating reale: controllabili, monitorabili, gestibili come qualsiasi altro mezzo della flotta.

Quando la connettività diventa esperienza utente

Infine, un altro elemento chiave: la mobilità condivisa oggi è sempre più multimodale. Non si tratta solo di monopattini o biciclette. Le città e i territori chiedono servizi integrati, che includano e-bike, ciclomotori, auto, microcar e altri mezzi, gestiti in modo coordinato. B2-RIDE nasce proprio per abilitare questa complessità con una logica unica: più tipologie di veicoli, un’unica piattaforma, un’unica infrastruttura di gestione, un’unica esperienza.

In sintesi, la connettività intelligente non è un “plus”: è l’architettura che permette allo sharing di funzionare davvero. È ciò che trasforma un insieme di mezzi in una flotta viva, monitorabile, ottimizzata e pronta ad integrarsi con l’evoluzione dei servizi urbani.

Se vuoi scoprire come B2-RIDE abilita la gestione di flotte condivise e l’integrazione con diversi sistemi IoT, puoi approfondire il funzionamento della piattaforma nella sezione dedicata del sito.